Biografia

Marta De Lluvia (Marta Natalini) è nata e cresciuta a Recanati. Sin da giovanissima, ha iniziato a comporre poesie e canzoni, e ha intrapreso lo studio del canto e della chitarra classica. Parallelamente alla musica, ha
sempre coltivato l’nteresse per la poesia e per le lingue straniere.

Ha studiato lingue e letterature straniere (russa e inglese) all’Università di Macerata. Ha vissuto a Lipsia, in Germania, e ha intrapreso diversi viaggi in Russia (Pietroburgo). Durante la permanenza in Germania e Russia ha proseguito gli studi musicali e collaborato con musicisti locali.

Una volta tornata in Italia, ha ripreso lo studio del canto jazz e la scrittura di poesie e canzoni. Nel 2013 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie intitolata “In sé maggiore”, e ha portato per le Marche un reading di musica e poesia con il pianista jazz Alessandro Menichelli.

Nel 2015 ha partecipato al Festival di arte contemporanea di Pergine Spettacolo Aperto (TN), con una
installazione musicale ideata e curata insieme a Elettra Bargiacchi (musicista e sound designer).

Nel 2016 ha iniziato a lavorare al suo primo disco con la cantautrice Giua, e nel 2017 ha iniziato il lavoro in studio presso la Orange Home Record di Leivi (GE) sotto la direzione artistica e gli arrangiamenti di Raffaele Abbate.

Nel 2017 partecipa al Premio Bianca D’Aponte (Aversa) per cantautrici e vince il premio miglior testo.

Nel 2018 si trasferisce a Bruxelles, dove inizia a suonare nelle tante sessioni musicali della città e in concerti da solista. Si lega, in particolare, a un gruppo di cantautori di varie nazionalità che ha come obiettivo lo scambio artistico e il sostegno alla musica indipendente.

“Grano” è uscito a aprile 2019 per la Orange Home Records. Al disco hanno collaborato, tra gli altri, Giua, Armando Corsi e Stefano Cabrera degli Gnu Quartet. Le prime date di presentazione del disco si svolgeranno nelle due “case” della cantautrice: la regione Marche e la regione di Bruxelles.

Il disco è stato finalista per la Targa Tenco – Miglior Opera Prima 2019.